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E'una delle più importanti e originali città siciliane; una delle mete più interessanti di un viaggio in Sicilia e nell'Italia intera, le sue strade strette e tortuose ricordano i misteri del vicino oriente - per le vestigia dei monumenti, Cicerone la chiama: " la più grande delle città greche e la più bella del mondo" per il profumo dei campi e le verdi capigliature dei papiri su cui sembra sentire aleggiare il canto idilliaco di Teodocrito - qui il mito si avvicina all'epopea, la leggenda si fonde con la storia, ogni particella di terra, ogni
angolo è pieno di ricordi.
Situata sull'isolotto dell'antica Ortigia, è porto commerciale, molto attivo, ha un clima marittimo quanto mai temperato e presenta caratteri quanto mai originali.
Fiorentissima e progreditissima nel'antichità, cominciò a decadere dopo il sacco romano del 272 a.C. Monumenti cristiani (catacombe) e medioevali testimoniano dell'interesse di Siracusa in tutti i tempi.
Nel' 440 fu sede della camera regionale e nobili spagnoli vi edificarono le loro dimore. Essa possiede notevoli monumenti fra i quali va citato anzitutto il Duomo eretto nel secolo VII, trasformando il Tempio dorico di Athena, del V sec. a.C.. Visitato il Duomo si va al museo Archeologico che gli sorge dirimpetto ed è fondamentale per la conoscenza dell'antica civilta' sicula.
Non lontano è la terrazza sul mare, a sinistra della quale è la fonte Aretusa, chiaro bacino di acque con alghe papiri, legata al mito della ninfa Aretusa e del fiume Alfeo (perseguitata da Afeo, Aretusa si gettò in mare dalle coste dell'Elide, e, trasformata in fiume da Diana, ricomparve qui): la celebre fonte Aretusa cantata da Pindaro e da Virgilio.
Nell'adiacente via Capodieci è il palazzo Bellomo, bella costruzione medioevale ampliata nel quattrocento, ornata di bifore e sede del museo Medioevale e della Pinacoteca. Sull'estremo limite dell'isolotto, il Castello di Maniace, del 1038, rifatto in forme gotiche sotto il regno di Federico II.
Di notevole interesse sono il Porto grande e il Porto Piccolo. Passato il Ponte Nuovo e attraversata la darsena si lascia l'isolotto di Ortigia e si prende il Corso, che taglia in linea retta i quartieri moderni. Si giunge al faro siracusano, dove sono i resti della Agorà e il Pantheon dei Caduti.
Ma l'attrattiva maggiore è la città antica, che piu' vasta dell'attuale, comprendeva i vecchi quartieri sul mare, di Acradina -Tiche - Neapolis - Epipole, oltre a quelli di Ortigia. La avviene in modo che segue.

Neapolis

Vi si accede muovendo da Piazzale Marconi e proseguendo per Via Catania e Via Gelone. A destra è la chiesetta di San Nicolò, del secolo XI; a sinistra è l'ingresso al grandioso Anfiteatro Romano. Non lontano è la Latomia di S.Venera ( le Latomie sono grandi cavita' di roccia, occupate da una stupenda vegetazione, che contribuisce a renderle particolarmente suggestive).
Continuando si trova l'Ara di Gerone, di cui rimangono i gradini su cui sorgeva l'Ara ed i frammenti di cornice con testa leonina. Vicino, a destra, è l'ingresso alla famosa Latomia del Paradiso, nella quale si osservano due distinte cavità: l'orecchio di Dionisio ( secondo la leggenda, Dionisio l'avrebbe fatta costruire così come si vede, per ascoltare dall'alto ciò che i prigionieri dicevano) e Grotta dei Cordari, così chiamata dagli artigiani che da secoli vi lavorano. In fondo al piazzale è il Teatro Greco, ingrandito e trasformato dai romani: bellissimo e in magnifica posizione, viene anche oggi utilizzato per rappresentazioni classiche in primavera.

Acradina

Alle spalle di Siracusa moderna. Il primo monumento che s'incontra è la Chiesa di S.Giovanni, che occupa parte di una più vasta basilica. Sulla destra è l'ingresso al Convento, dal quale si passa per la visita alle Catacombe, con migliaia di loculi e cinque cappelle.
Nella villa Landolina, bel giardino con una piccola Latomia, è il monumento al poeta tedesco Von Planten. Segue quindi l' ex convento dei Cappuccini, dove si visita la Latomia dei Cappuccini, bellissima e vasta; secondo la leggenda vi languirono fino alla morte i settemila soldati ateniesi dell'esercito di Nicia, sconfitto sul fiume Assinaros.
Tre escursioni da fare, prima di lasciare Siracusa: al Castello Eurialo, grandiosa opera militare costruita da Dionisio il Vecchio (402-397); alla Fonte Ciane, bella gita specialmente se fatta in barca, sul fiume omonimo che corre fra le alte spalliere di papiri (secondo il mito, la ninfa Ciane fu rapita per aver tentato di impedire il ratto di Proserpina); alla Necropoli di Pantalica, la più vasta delle Necropoli rupestri sicule (circa cinquemila grotte).


Siracusa - Teatro greco


Siracusa - Duomo


Siracusa - Catacombe


Ortigia - Fonte Aretusa


Ortigia


Palazzolo Acreide - Chiesa dell'Annunziata


Piccola Enciclopedia popolare di storia Siciliana di tutti i tempi

Per il contenuto di questa pagina
si ringrazia la famiglia Grifasi

www.grifasi-sicilia.com

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